martedì 3 settembre 2013

Intervista a Lorenzo Bianchi [Sguardi]

BREVE PREMESSA

Io e il Bianchi in un raro scatto d'epoca.
Ogni volta che mi appresto a dare il via ad una nuova rubrica del blog vengo assalito dai dubbi: piacerà o non piacerà? 
Mi guardo intorno, leggo, mi informo e tutto ciò che mi capita sotto gli occhi sembra somigliarsi. Che appartengano al cinema, alla musica o alla letteratura, le facce e le parole che vediamo sulle pagine delle riviste o che ascoltiamo in radio o alla televisione finiscono sempre con l'essere le stesse. Così, ho pensato di iniziare a intervistare- per adesso mensilmente -persone che non sono ancora famose ma che potrebbero esserlo a breve. Obbiettivo di questa neonata rubrica è dunque quello di gettare degli sguardi (da cui il titolo) su nuovi mondi, nuove tendenze, nuove figure. E non nascondo un certo piacere nel pubblicare, come prima intervista, una lunga conversazione con quello che è, oltre ad un collega blogger e nascente astro del fumetto nostrano, un amico: Lorenzo Bianchi. 
Lorenzo Bianchi
Fiorentino, classe 1990, si diploma al Liceo Artistico e inizia a seguire il corso di sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics, dove ho avuto il piacere di conoscerlo. Insieme, nel 2012, abbiamo anche dato vita ad un misterioso studio di fumetti, il Plural Vision Studio. Fedele compagno di avventure fumettistiche dentro e fuori porta, d.j. e leader degli Altroquando, Lorenzo pubblicherà la sua opera prima ad anno nuovo con il noto editore romano NPE (quello di Asso, tanto per dirne uno), ma ciò nonostante è già al lavoro su numerosi altri progetti. 
Volete sapere qualcosa in più su Lorenzo Bianchi e le sue creazioni? Potete sempre visitare il suo celeberrimo blog, oppure, se avete tempo, continuare a leggere l'intervista.

F.- Lorenzo Bianchi è il tuo vero nome o è un nome fittizio creato ad arte per avere successo nella vita?

L.-Partendo dal presupposto che per me il successo nella vita non esiste (ma esiste il vivere bene), Lorenzo Bianchi è il mio vero nome. Anche se è talmente banale che potrebbe sembrare un nome finto, di plastica.

F.-Tu scrivi fumetti, oltre ad occuparti di giornalismo musicale e ad avere un tuo gruppo (gli Altroquando). Perchè il fumetto?

L.-Nonostante in Italia venga riconosciuto dai più come "roba da ragazzi", credo che il fumetto sia uno dei mezzi più potenti ed efficaci per raccontare storie, che siano di fantasia o reali, in quanto non c'è limite a quello che si può narrare. 

F.-Vorresti una biografia su Wikipedia?

L.-Sicuramente sarebbe una sorta di riconoscimento gradito. Anche se credo mi divertirei di tanto in tanto a fingere di essere morto.

F.-Cosa ti ha spinto a scrivere un fumetto su Bowie?

L.-Principalmente la passione decennale per l'artista e la voglia di creare qualcosa di mio ma che non fosse solo mio. Nonostante abbia cercato di rimanere il più fedele possibile alla realtà, ho cercato di dare una mia versione della psicologia dell'artista. È stato come lavorare su Batman o Superman, aggiungendo qualcosa di mio a una figura che già gode di vita propria. Il risultato si vedrà nei primi mesi del 2014, quando il volume uscirà per NPE.

Sandrone Dazieri
F.-Gli intellettuali tendono a massacrare tutto ciò che è italiano e contemporaneo. Dunque, riusciresti a consigliarci uno scrittore, un regista, un musicista e un artista visivo del Belpaese?

L.-Scrittore senza dubbio Sandrone Dazieri, papà del Gorilla e sceneggiatore di Squadra Antimafia. Regista Paolo Sorrentino, anche se preferisco parlare di attori (e ti potrei citare Valerio Mastrandrea e Giuseppe Battiston). Per la musica, per non cadere nello scontato dicendo Battiato (inarrivabile), ti dico Samuele Bersani. Arti visive? Ne ho troppi, non ti so dare un solo nome (anche se i miei preferiti sono tutti americani).

F.-Parliamo degli Altroquando. Cosa ami e cosa odi del tuo progetto musicale?

Gli Altroquando in concerto.
L.-Odio il fatto che nonostante anni di attività, numerosi concerti e cambi di formazione, ancora non sia riuscito a far uscire un cd con i pezzi che ho scritto. La cosa buona è che potrebbe uscire qualcosa entro la fine del 2013. Ma prima di anticipare qualunque cosa, voglio avere i pezzi tra le mani.

F.-Molti autori regalano le loro creazioni su internet. Come vedi il fenomeno dei blog di fumetti e degli e-comic gratuiti? I tempi sono maturi, secondo te?

L.-I blog a fumetti possono essere un buon trampolino di lancio, sopratutto per i disegnatori. Per gli sceneggiatori, almeno che non vogliano fare qualcosa di più variegato, come un blog con recensioni, racconti e diari di vita vissuta tipo il tuo, sono un po' inutili. Restano comunque un buonissimo esercizio di scrittura, che per uno sceneggiatore è la cosa più importante. Per quanto riguarda i fumetti digitali gratuiti, possono essere anch'essi un buon trampolino di lancio. Zerocalcare è la risposta.

F.-Cos'è l'erotismo per te?

L.-Qualcosa che purtroppo sta andando a scomparire. Ormai regna soltanto il porno duro e grezzo.

F.-Un minuto di filosofia. La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere?

L.-Sognare aiuta a vivere. Vivere aiuta a non morire.

F.-Il primo concerto a cui sei stato?

L.-Probabilmente uno dei Pooh quando ero piccolo (ho ancora tutti gli autografi). Il primo concerto che ho visto di mia volontà è stato uno degli Elio e Le Storie Tese.

F.-Da piccolo che lavoro avresti voluto fare da adulto?

L.-Quello che vorrei riuscire a fare anche ora: il fumettista. Anche se a quel tempo mi piaceva più disegnare che scrivere.

F.-Le tue bevande preferite?

L.-Da noto astemio, tutte le bevande analcoliche. Anche se ultimamente ho una certa predilezione per il tè.

F.-Quale lingua straniera vorresti imparare?

L.-Il francese, per poter espandere le mie mire fumettistiche anche in Francia. Ma non sarebbe male arrivare a un livello perfetto di inglese.

F.-Ricordo che tempo fa ti sei iscritto in palestra. Continui ad andarci o ne neghi l'esistenza?

L.-Continuo ad andarci. Ma non mi chiedere come e perchè.

F.-Una parola abusata che ti dà fastidio?

L.-Sinceramente non saprei.

Andrea Dipre' in compagnia del maestro Osvaldo Paniccia
F.-Sei noto come uno dei più grandi estimatori di Andrea Dipre'. Quale fra le tante opere d'arte da lui presentate non dovrebbe mancare in casa Bianchi?

L.-Se non contiamo Sasha Grey come opera d'arte mobile (chi non vorrebbe averla in casa?), sicuramente il celebre Gamberetti del Maestro Osvaldo Paniccia.

F.-Preferisci i cibi surgelati o liofilizzati?

L.-Se posso, li evito entrambi.

F.-La figura professionale che ti terrorizza di più?

L.-Ora come ora i disegnatori. Per il semplice fatto che se ti capita di lavorare con quello sbagliato, quello che ti molla un progetto a 2 giorni dalla consegna delle prove, vai nei casini. E a me è successo.

F.-Il tuo blog è spesso sottoposto a periodi di chiusure e riaperture, oltre che a continue modifiche e revisioni. Per quale motivo?

L.-Non sono una persona statica. Anzi. Mi piace cambiare e mutare forma continuamente, che si parli di scrivere fumetti o di creare siti internet. L'ultimo l'ho inaugurato ad agosto, vediamo quanto dura.

F.-Parliamo di fantascienza. Libro e film preferiti?

L.-Libro: tutta la saga di Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams. Film: l'immortale Brazil di Terry Gilliam.

F.-Senza motivo vieni rapito da un gruppo legato a qualche centro sociale. Dopo tre giorni passati ad ascoltare ininterrottamente i Marta Sui Tubi e a nutrirti solo di cibi bio a km 0, ti propongono di liberarti, a patto che tu ti faccia tatuare uno dei seguenti soggetti: 
a) Pierrot con lacrima, a colori e in formato A4.
b) Teschio con serpente che esce dagli occhi.
c) Pistole a grandezza naturale che puntano verso il pube.
d) Quadrifoglio+poker d'assi+pugnale che trafigge il tutto+gocce di sangue.
Cosa scegli e cosa fai?

L.-Perchè mi fai queste domande? Comunque al limite la soluzione A, a patto che il Pierrot abbia l'aspetto di Bowie inel video di Ashes To Ashes.

F.- I tuoi parenti sanno che lavoro fai e ne sono felici o si lamentano del tuo precariato?

L.-La seconda che hai detto.

F.-Qual'è il sentimento prevalente quando pensi al panorama fumettistico italiano, nel quale, come alcuni altri, ti stai affacciando?

L.-Non saprei. Sicuramente c'è una casta di autori privilegiati che hanno in mano il fumetto italiano (alcuni anche meritatamente, ci mancherebbe altro) e troppi autori emergenti che faticano a venir fuori. Ma questo è un discorso che andrebbe rivolto sopratutto alle case editrici, che difficilmente osano proponendo autori del tutto sconosciuti al grande pubblico. Anche se dopo l'annuncio del mio libro con NPE (che non è un editore proprio piccolissimo, ecco), mi sono parzialmente ricreduto.

F.-Una gara di cialtronaggine: Berlusconi, Corona o Balotelli?

L.-Corona. La birra, però.

F.-Hai la possibilità di fare coppia con Bruno Vespa per uno show su RAI1. Chi inviti in studio come ospiti?

L.-Max Pezzali e Reppetto, gli 883. Ma voglio il plastico del vicolo dove è stato ucciso l'Uomo Ragno.

Autoritratto di Charles Bruns
F.-A livello globale, quale sceneggiatore o disegnatore, secondo te, rappresenta meglio il segno dei nostri tempi nelle sue opere?

L.-Domanda difficile. Per l'Italia, visti i tempi, sicuramente Zerocalcare (nonostante a me non piaccia più di tanto). Per il resto del mondo ti dico Charles Burns. Se non sapete chi è, documentatevi.

F.-Chiudi gli occhi e ti risvegli nel 2046. Cosa vedi? Cosa leggi? Cosa ascolti?

L.-Probabilmente ascolterei qualche nuovo cantante di nicchia, rileggerei Watchmen che non mi stanca mai, e guarderei il sequel di Twin Peaks. David Lynch ha più di vent'anni per farlo, non si deve lamentare.

F.-Una domanda sulla moda: Eskimo e Clarks o Moncler e Timberland?

L.-Non amo le grandi marche, quindi nessuno dei due. Jeans e maglietta di Batman vanno più che bene.

F.-In che rapporti sei con la cultura New Age?

L.-In nessun rapporto, anche se mi tengo aggiornato (ma per scopi professionali).

F.-Bivio amletico: Amici o X-Factor?

L.-X-Factor, le prime due stagioni. Poi è andato ai maiali anche quello.

F.-Saltuariamente ti occupi di letteratura. Tra i maggiori fenomeni italiani degli ultimi anni si annoverano Moccia, Giordano e Volo. Chi salvi e perchè e chi butteresti volentieri dalla torre degli Asinelli?

L.-Salvo il secondo perchè non lo conosco. Butto giù Moccia perchè ha rovinato un'intera generazione di adolescenti. 

F.-Che rapporto hai con la tua città, Firenze?

L.-Un buonissimo rapporto. Mi piace e ci vivo bene. Anche se, quando cambierò casa, vorrei spostarmi più verso la campagna.

F.-Se ti muovessi per Firenze in bici, avresti con te una camera d'aria di scorta?

L.-Visto che me ne rubano una dopo l'altra, probabilmente dovrei girare con una bici di scorta.

F.-Come si svolgono i tuoi leggendari party alla Bat-Caverna?

L.-Certe cose è meglio non raccontarle. Ma come direbbe Diprè, la Bat-Caverna del Bianchi è un luogo "dove il vino scorre a fiumi e le opere d'arte mobili non mancano mai".

F.-Una città italiana dove vivresti che non sia Firenze?

L.-Vorrei provare a vivere a Milano, per una questione lavorativa più che altro.

F.-Un classico: il tuo piatto preferito?

L.-Pasta con panna e prosciutto.

F.-Un tuo programma televisivo preferito?

L.-Non ce n'è uno in particolare che non sia già stato chiuso. Ora mi sono fissato con tutti i programmini che danno su Cielo di ristrutturazione case e cucina.

F.-Un sogno ricorrente?

L.-Due nani alla ricerca di un sacro piede che si trova custodito all'interno di un'abbazia di monelle. Potrebbe essere uno spunto per un mio prossimo libro.

F.-Ora una serie di domande della serie "scelte difficili", o, per dirla con Kierkegaard, "aut aut". Facebook o Twitter?

L.-Facebook. Sopratutto per quanto riguarda il lavoro.

F.-Gatto o cane?

L.-Cane, il gatto mi sa di poco. 

F.-Mare o montagna.

L.-Assolutamente mare.


F.-Beatles o Rolling Stones?


L.-David Bowie.

F.-Esselunga o Coop?

L.-Coop.

F.-Marmellata o nutella?

L.-Nutella, ma le marmellata è artigianale...

F.-Boxer o slip?

L.-Boxer tutta la vita.

F.-Torniamo sul pianeta terra. La tua nazione preferita?

L.-Fumettisticamente parlando, la Francia.

F.-L'oggetto a cui tieni di più?

L.-Il mio PC di lavoro. Se me lo rubano, è la fine.

F.-Ti capita mai di piangere?

L.-Molto raramente, ma se piango, vuol dire che è successo qualcosa di veramente tosto. 

F.-La crisi, questa sconosciuta. Secondo te, come andrà a finire?

L.-Rifammi questa domanda quando Berlusconi sarà morto e forse ti saprò dare una risposta.

F.-Il migliore cambiamento e il peggiore cambiamento di Firenze in questi cinque anni di Renzi?

L.-Miglior cambiamento è facile, la pedonalizzazione e i vari lavori di ripavimentazione del centro storico. Peggior cambiamento non saprei. Sicuramente la chiusura delle librerie Martelli, Edison e della Ricordi. Ma non credo sia tutta colpa sua.

F.-Dialetto preferito?

L.-Dai, giochiamo in casa: fiorentino.

F.-Un'opera a fumetti sopravvalutata?

F.-La cosa che ti disgusta di più?

L.-I cartelli di offerta lavoro che chiedono però cinque anni di apprendistato.

F.-Il difetto che non ti perdoni?

L.-Molto spesso mi isolo nel mio mondo e non mi accorgo di ciò che c'è intorno a me.

F.-Un difetto che non perdoni agli altri?

L.-L'egocentrismo a livelli elevati.

F.-So che hai una certa esperienza nell'ambito del cosplaying. Il travestimento di cui ti vergogni di più?

L.-Usop di One Piece ad una delle mie prime Lucca Comics.

F.-I tuoi tre font preferiti?

L.-Uso sempre Arial 10.

F.-Un attimo di politica: in quale partito e/o movimento ti riconosci?

L.-Teoricamente sarei di sinistra, anche se il PD, come dire... E' più morto che vivo. Sicuramente non mi riconosco nelle forze di Silvio o Grillo, ecco.

F.-Quali sono le notizie e i fenomeni mediatici che ti irritano maggiormente?

L.-Il troppo spazio dato a Berlusconi e alle sue pantomime. Ma sopratutto quando muore qualche ragazzina e ne parlano tutti giorni, a tutte le ore, per i due anni successivi.

F.-Un modo originale per salutarci?

L.-Un saluto a tutti i lettori de La Quinta Stagione, un luogo catafratto, sibaritico e ricolmo d'estetica gestito da un uomo che appartiene più al mondo degli dei che a quello degli uomini. Ciao!








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