venerdì 20 aprile 2012

[Recensione]Superman#1+Action Comics#1


Odio Clark Kent, sopporto poco Superman e per me i dieci anni (2001-2011) di Smallville potrebbero tranquillamente essere cancellati dagli archivi televisivi (per non parlare delle versioni cinematografiche realizzate sul personaggio). La notizia che Mondadori avrebbe avviato, in allegato a Panorama e Sorrisi e Canzoni TV, una collana interamente dedicata all'uomo di acciaio non mi ha minimamente toccato. Ho cambiato idea quando ho appreso della presenza del fac-simile del primo numero di Action Comics, datato giugno 1938 e allegato a L'uomo di acciaio. Ho letto frettolosamente e con grande indifferenza l'albo di Superman (apprezzandone molto i disegni di Frank e del maestro Steranko), e sono subito passato, con curiosità morbosa, a sfogliare questo "regalone" targato DC/Lion. Ho trovato estremamente affascinante la prima apparizione di Superman, ma, quando si arriva a leggere un gioiello western come Chuck Dawson, si capisce quanto il fumetto sia veramente cambiato: dialoghi al limite del melò, didascalie da teatro di provincia sudista e disegni semplici ma estremamente efficaci. Poi ho scoperto Zatara (un fratello segreto nascosto in soffitta di Mandrake), il bel racconto illustrato La strategia dei mari del sud di Captain Frank Thomas, il comico Sticky-Mitt Stimson (di lieve stampo segariano) che farebbe invidia a molti fumetti demenziali del nostro tempo, The adventures of Marco Polo di Sven Elvén (originale e pieno di idee felici), il razzista-sportivo "Pep"Morgan (un pugile bianco deve sconfiggere un pugile nero molto poco somigliante ad un essere umano e simpaticamente ribattezzato "l'Aborigeno") e il minestrone poliziesco-giornalistico Scoop Scanlon. Vale spendere, infine, due parole in più in merito a Tex Thomson, racconto firmato da tale Bernard Baily e narrante le vicissitudini di Tex, un trentenne annoiato, arricchitosi grazie al petrolio e sempre alla ricerca di novità e avventure: insomma, un fumetto su un vero self made man, un arrampicatore sociale-americanissimo-cowboy-arricchito il cui unico nemico sembra essere la noia. Nel retrocopertina, troviamo una pagina di "gossip" dedicata agli allora miti di Hollywood (Fred Astaire, Constance Bennett, Charles Boyer e Wheeler&Woolsey, due comici a me sconosciuti). Chiudendo Action Comics viene da pensare: <<Ma una rivista con roba simile, più vicina ai nostri tempi come toni e stile, e prodotta in Italia?>>. Eh no, anche questo è passato di moda.

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