mercoledì 20 maggio 2015

Canned Heat & John Lee Hooker, "Carnegie Hall 1971" [Suggestioni uditive]

Canned Heat & John Lee Hooker,
Carnegie Hall 1971
(Cleopatra Records, 2015)

★★★★
















Si prospetta un finale di primavera bello intenso sotto il profilo delle ristampe e, più in generale, degli album da archivio. Smaltita la sbornia del Record Store Day 2015 (qualche perla qua e là, ma anche tanta, tanta merce superflua) e, soprattutto, decimate le proprie economie, per gli appassionati sarà bene orientarsi su prodotti validi e meno costosi rispetto a quelle cataste di LP, raccolte e boxset vari protagonisti di quell'ameno evento giunto quest'anno alla sua ottava edizione. E così, cosa scegliere fra il concertone del 1976 pubblicato solo oggi su Willin' In L.A. di Linda Rostandt, Blues Alive NYC uscito ora dal cassetto di John Mayall, il poco primaverile Virginia Avenue di Tom Waits (testimonianza di una glaciale serata chicagiana dello "zio Tom" pre-Swordfishtrombones) e il perduto (negli anni '80) ma ritrovato bootleg St. Valentine's Day Massacre dei Little Feat?
Semplicemente, nessuno di questi.
Infatti, la Cleopatra Records, officina losangelina specializzata perlopiù in metallo pesante e tribute-albums, ha pensato bene di fare un piccolo e poco dispendioso dono a chi ama il boogie di John Lee Hooker e il fruttuoso successo che questo incontrò presso i devastanti Canned Heat. Un matrimonio felice che condusse all'ottimo doppio album collaborativo Hooker N'Heat (1970) e a cui fece seguito una luna di miele dal sapore agrodolce. La morte di Alan Wilson (armonicista, cantante e co-autore, con "The Bear", dei Canned Heat storici) nel settembre del 1970, non impedì alla casa discografica di organizzare un tour con lo stesso Hooker, tour che- a dispetto del relativo successo del disco e della grave perdita che aveva colpito la band -si sarebbe rivelato un calderone di blues luciferino in cui la tradizione nera e quella bianca si fondevano insieme ancora una volta. 
Vale la pena ricordare che da quella serie di concerti, nel 1981, la Rhino trasse Live At The Fox Venice Theatre, pubblicato in onore di "The Bear", oggi difficilmente reperibile e di qualità piuttosto scarsa. Motivo in più per procurarsi, a cifre davvero contenute, questo nuovo Carnegie Hall 1971. Personalmente, lo sto ancora aspettando di importazione, ma non ne ho disdegnato l'ascolto sul tubo. Sei canzoni per una cinquantina di minuti contro le dieci tracce da un'ora e venti del disco dell'81. Va bene, ma vogliamo proprio fare paragoni?
A parte il fatto che questo disco contiene la più bella Shake 'N Boogie mai registrata finora (quasi venti minuti di fuoco e fiamme), l'opera di remastering dei nastri è ottima (non perfetta) e la scaletta è nettamente superiore alle aspettative. "In scena" finiscono pezzi quali Framed, Let's Work Together, Hey Babe, Tease Me Baby e le pièces de résistance Shake 'N Boogie Back Door Man. Il risultato è un gran live di blues rock massiccio in cui si dimostra pienamente quanto il palco fosse un ambiente congeniale per l'accoppiata Hooker&Heat. Musicisti in forma smagliante e del tutto in grado di scagliare il proprio macigno di note nei modernissimi impianti degli appassionati di ieri e oggi. Canzoni di crudo boogie rurale in cui vengono innestate chitarre cruente e ritmiche hard. E niente fronzoli.
E' il Carnegie Hall 1971, bellezza!

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